La mia Storia

Io sono nato il 7 Febbraio del 1962, ma ... Un giorno... mi sono addormentato ... e dopo circa un mese mi sono svegliato un‘altra persona... quello che sono oggi.

La mia rinascita inizia la mattina del giorno 15 Dicembre del 2003, mentre andavo a lavoro con la mia moto. Ho avuto un incidente, sono stato investito. Un‘auto in corsa sulla corsia di sorpasso, all‘improvviso decide di spostarsi sulla corsia di destra, ma non si accorge, causa frazioni di secondo zona d‘ombra dello specchietto retrovisore, che sto arrivando io ... Nella caduta ho cominciato a rimbalzare sull‘asfalto per 60 metri, sbattendo violentemente la testa dentro il casco, e, per il trauma cranico, sono entrato subito in coma. Mi hanno riferito tutto quello che sto per scrivere: mi hanno portato in ospedale al CTO di Roma in elicottero perchè la Pontina era tutta bloccata ... e pensare che il mio sogno nel cassetto era un giorno farmi un giro in elicottero!..e ahimè, non me lo sono goduto ...

Ho ”dormito“ per 23 giorni ininterrottamente, in terapia intensiva, attaccato a varie macchine, anche per problemi polmonari, ed ero legato al letto perchè avevo alcune vertebre rotte, di cui la D4 scoppiata; poi, per 2–3 giorni ho alternato quel sonno con momenti confusi di veglia, finchè l‘8 Gennaio, dopo che mi hanno tolto la cannula che avevo in gola per respirare, sono riuscito a dire sottovoce alcune parole.

All‘inizio del ricovero, per alcuni giorni la prognosi dei medici era riservata, c‘era pericolo che potessi rimanere paralizzato, perchè le gambe e le braccia non rispondevano agli stimoli. Sono stati momenti terribili per tutti i miei cari, parenti e amici, e soprattutto per la mia donna, Francesca, (ora mia moglie!) che ha ricevuto la telefonata della polizia stradale ... e mi è stata vicino nonostante io, nel periodo prima dell‘incidente, fossi in crisi: volevo chiudere il rapporto e da 2 mesi vivevamo da separati in casa, con molta indifferenza da parte mia ...

Durante questi 23 giorni del coma, di cui purtroppo non ricordo nulla, penso che vivessi in una dimensione diversa dalla nostra. Mi piace pensare che ho scoperto il Signore durante il coma ... io, ateo convinto!
Ho la percezione, non è un ricordo, che salivo in cielo, e mi guardavo che ero disteso a terra morto per l‘incidente. E una volta salito, mi trovai davanti mia madre, morta qualche anno fa, e il Signore, e facevano entrambe NO con il dito della mano, e il Signore diceva:
“Torna indietro, non è il momento. Torna indietro con un compito!“.

Dopo l‘8 Gennaio mi hanno cambiato reparto. Ero comunque in stato confusionale e per altre 2 settimane sono stato legato mani e piedi a letto senza potermi muovere per via delle vertebre, finchè non mi hanno fatto mettere un busto ortopedico (tenuto per 3 mesi). Ricordo con tristezza infinita quel periodo: mi agitavo tantissimo, e non comprendevo perchè ero legato a letto. Solo mesi più tardi mi sono reso conto che era l‘unico modo per non aggravare la situazione già delicata. Appena messo il busto potevo alzarmi e per qualche giorno sono andato in sedia a rotelle perchè ero debole, e dovevo re–imparare a camminare. Scoprii dopo pochi giorni, che avrei dovuto re–imparare tutto , dallo scrivere e leggere, a ricordare il mio passato recente, tipo dove ero andato in vacanza l‘estate prima, o anche solo il giorno prima dell‘incidente, a dove erano le posate in cucina etc ... Insomma ero un uomo di 41 anni, cresciuto, con la barba e capelli lunghi, ma con il cervello di un bambino appena nato. ... e necessitavo di tutte le cure e accortezze del caso. Tra l‘altro non avevo consapevolezza dell‘accaduto, e avevo l‘ingenuità e spontaneità propria di un bambino e dicevo tutto quello che mi passava per la testa senza freni inibitori ... a volte mi dicono fossi proprio divertente! Apportavo un po‘ di leggerezza nella tragicità della situazione che stavamo tutti vivendo.
Sono stato circa 1 mese e mezzo al CTO, ed un altro mese e mezzo allo Spolverini di Ariccia (Rm) facendo riabilitazione fisica e logopedica, che poi ho continuato per altri 6 mesi in day hospital, sempre allo Spolverini. Inoltre ero seguito da uno psichiatra ed iniziai a prendere psicofarmaci e stabilizzatori dell‘umore, e per alcuni anni ho avuto incontri di psicoterapia. Questo perchè, appena presa consapevolezza dell‘accaduto, non mi riconoscevo più, non mi accettavo e non accettavo tutti i limiti delle conseguenze dell‘incidente : ho visto doppio per 6 mesi, non avevo equilibrio fisico sulle gambe, all‘inizio ho avuto anche difficoltà a parlare ero dislessico, facevo giri di parole per far capire la parola che volevo dire, senza contare che non mi sembrava possibile che a quell‘età io dovessi ricominciare su un quadernino a fare le asticciole e le lettere perchè non riuscivo a tenere la penna in mano o a fare qualunque movimento fine che richiedesse precisione, così come anche avere un normale livello di attenzione, concentrazione e memoria, senza contare che da subito ho dovuto rinunciare a tutto ciò che aveva conseguenze negative a livello neurologico, per cui caffeina, alcool, nicotina...non che io fossi un gran bevitore, anzi, più che altro ero legato al goccetto di grappa a fine cena, e, subito dopo, sigarettina fatta da me col tabacco, prima di andare a dormire! (...ah, se mi manca!) Anche se, dopo 4 anni circa qualche sigaretta e caffè, ho ricominciato a prenderli ... alcool no, perchè ancora oggi (Dicembre 2013) anche mezzo bicchiere mi fa stare male

Per alcuni anni, dopo l‘incidente, ho pensato che stavo sognando di vivere questa realtà, sempre disteso sul letto di un ospedale in coma profondo.

La ricerca di capire quale era il mio compito, mi ha portato a fare volontariato per alcuni anni dal Novembre 2004, in un centro di reinserimento post–comatosi a “Casa Dago“, dove c‘erano persone anche molto meno fortunate di me. E‘ stata un‘esperienza forte e bella, aiutando loro aiutavo me, e soprattutto nessuno meglio di me poteva capirli e condividere appieno con loro; in questa struttura si svolgevano varie attività, io mi occupavo di corsi base d‘informatica e li preparavo per ottenere la patente europea.

Circa 3 anni fa ( 2010 ), con l‘aiuto della preghiera e di una cara amica naturopata che mi ha fatto conoscere uno stupendo frate carismatico, Padre Ludovico, prima, ho smesso di fumare, e poi, di prendere gli psicofarmaci. Allo psichiatra dissi che volevo smettere i medicinali e che ormai avevo un altro medico ... si chiamava Gesù! e sempre con il Suo aiuto riesco a vivere serenamente, frequentando dei gruppi di preghiera. Pregare mi ha aiutato molto. Pregare è una fonte di benessere, per il corpo, lo spirito e la mente.

Io, anche a detta dei medici che mi hanno avuto in cura durante e dopo il coma, e di chi ha vissuto da vicino tutta la mia vicenda, al di là di ogni dubbio sono e mi sento un miracolato. Chi mi conosce oggi non si immagina ciò che ho passato; ”per fortuna“ l‘incidente non mi ha segnato esteriormente, neanche un graffio ( da motociclista, vero appassionato, ho sempre usato tutte le accortezze sia nella guida che nell‘abbigliamento adeguato), solo traumi interni.

L‘iter di recupero è stato lungo anni, credo di poter dire che nel 2009 ho cominciato a stare meglio, e ad oggi è un ricordo importante ... Un ricordo indelebile, di grande sofferenza fisica, morale, psicologica, ma anche di vittoria. Quante cose diamo per scontate, tante, troppe, e non ci rendiamo conto, o almeno io non mi rendevo conto di questo, e di quanto ero fortunato e non ero abbastanza grato, avevo tanto ed ero sempre irrequieto e spesso scontento...e mi chiudevo in me stesso e nella lettura di libri ... io, e tutto il mondo fuori, anche chi mi amava ... e anche io amavo, ma non accettavo questo sentimento troppo impegnativo e ingestibile per me, anzi lo negavo addirittura a me stesso per la troppa paura di soffrire ... ma così soffrivo lo stesso, infatti tutte le volte che mi concedevo a questo sentimento che prorompente si imponeva al mio cuore per Francesca, a volte sono scoppiato in lacrime gridando a me stesso ” perchè non può essere sempre così!“... e poi ... ci ha pensato ... l‘incidente!...si dice ” Nessun male vien per nuocere“...
Oggi cerco di mettere a frutto questa esperienza cercando di tenere il cuore aperto e di accorgermi di tutto quello che mi succede e svelare e capire quanto di bello c‘è in noi e in tutto quello che ci circonda ... Confesso che questo è il mio obiettivo, a volte ci riesco a volte no, ma per fortuna non mi perdo d‘animo come una volta, e comunque, anche se accade, il Signore mi ha messo accanto una persona, che oltre ad amarmi molto, ama molto la vita, e Gesù, e mi aiuta a vedere meglio anche con i suoi occhi.

Sono grato a lei, e a tutte le altre persone che mi sono state vicino dopo l‘incidente, a cominciare da mia sorella ( ”ritrovata“ grazie a questo evento!), e la sorella di Francesca, che hanno sostenuto lei e me ... e vi assicuro che non sono stati tempi facili ... a volte cadevo in preda allo sconforto, l‘abbattimento, la sfiducia, l‘afflizione, e il buio che vivevo era più nero del nero, tanto da arrivare a pensare al suicidio!
Non lo auguriamo neanche al peggior nemico, come si suol dire ... Un attimo e ... puf ... mi hanno, ci hanno resettato la vita! Il passato non esiste più, il presente è, il futuro è un‘incognita ... che dipende da come vivi quel presente, che è nella prova più grande della tua vita! ... Ed ecco la vittoria, di cui parlavo prima ... il coraggio, la speranza, la fiducia, la consolazione, la gioia portate dalla Fede ... quell‘ardire della Fede che ti fa credere che tutto è possibile, perchè all‘Amore tutto è possibile, e ”Tutto è possibile in colui che mi da‘ forza!“ (dalla lettera di San Paolo ai Filippesi)... Quella fede che ha avuto mia moglie, che dal primo momento in cui mi ha visto steso su quel lettino al pronto soccorso coperto solo a metà da un lenzuolo, in coma, inerme attaccato a varie macchine, mi ha chiamato ”amore“ mettendomi la mano sul petto, e uno dei macchinari a quel tocco ha fatto un segnale, quell‘impulso ha cambiato il diagramma sul video, e per lei è stato un chiaro segno, come le dicessi ”sono qua“! e da lì è cominciata la sua lotta col sorriso tra le lacrime, ma con tenacia e sicura che io ce l‘avrei fatta, anche contro l‘evidenza e a volte pareri sconcertanti dei dottori!... perchè la Fede ha la forza della Speranza, e la Speranza è vita ... Quella vita preziosa che ho, e che insieme a mia moglie sono riuscito a recuperare.

Da circa un anno e mezzo (Febbraio 2012) sono stato licenziato dalla società informatica dove lavoravo, e al di là dei motivi pratici, credo sia successo perchè dovevo fare altro, rispetto all‘informatico che ho fatto per 25 anni ... senza nulla togliere all‘informatica, che per me è sempre stata una passione ( a 20 anni ho lasciato il lavoro che avevo per studiare e dedicarmi interamente al campo informatico.)
Sempre su consiglio della nostra amica naturopata ( che dal 2008 mi ha seguito e trattato ) a fine 2009 mi sono iscritto ad un corso della Riza–Psicosomatica di Morelli, con il titolo “Tecnica di Cranio Sacrale“ tenuto a Roma dal prof. Luigi Dragonetti.

Illuminante questo corso ... era un po‘ la risposta alla mia domanda ” cosa fare per migliorare dopo un evento traumatico con conseguente coma?“
Mi ricordo ancora le parole dell‘insegnate, "questa tecnica la metterei negli ospedali per le persone che sono in coma".

Da lì è nata la necessità/bisogno di intraprendere questa disciplina per ... "AFFRONTARE I DISAGI".

Dal 2010 ho cominciato a praticare questa tecnica, con alcune pause a causa del lavoro, ripresa poi nel Febbraio del 2012 fino ad oggi, e spero ancora a lungo.

Per me questa tecnica è come una preghiera. Ascolto attraverso le mani quello che succede nel corpo, perchè con questa tecnica si sente anche quello che spesso non si vede o non vogliamo vedere (i disagi, le tensioni, i dolori, fisici e psicologici che sono trattenuti). Si sente l‘energia che scorre nel corpo e che parla. Il mio insegnante di cranio diceva: ”starei ore a sentire il liquor“, è vero, è la sensazione di sentire la vita scorrere. Con manovre leggerissime si fa emergere una sensazione di calma, di tranquillità, quasi un senso di pace, un rilassamento profondo come quando ci si avvicina al sonno e ci si libera dai pensieri e dalle tensioni corporee. Quando incontro quelli che vengono chiamati ” blocchi“, uso la stessa propria forza vitale del sistema Cranio–Sacrale per aiutare quella parte a ritrovare la propria mobilità e il proprio equilibrio. Ossia, c‘è una tecnica particolare ( non invasiva ) che fa in modo di resettare tutto il sistema corporeo cranio–sacrale per far ripartire il ciclo bloccato (a causa di traumi fisici e psicologici), e il sistema così va a ricontattare tutti gli organi, tra cui tutte le parti bloccate, per riportarli ad un funzionamento corretto per poi ritrovare l‘equilibrio. Equilibrio fisico e psicologico, che porta anche il nostro spirito a vivere quel benessere a cui ogni giorno aspiriamo per essere in armonia con noi stessi e il mondo circostante, godendone appieno.


Ci sarebbe ancora molto da scrivere ... chissà ... piano piano aggiornerò questa storia, anche per dar merito e gloria a chi ha voluto che io avessi una seconda possibilità!...e Dio solo sa, se e quanto gliene sono grato!

Ma una cosa la voglio aggiungere, a proposito di quella vittoria di cui parlavo prima, perchè porta gioia al mio cuore, e spero la porterà anche a chi leggerà questa dedica che il mio caro amico Andrea, mio testimone di nozze, ha letto in chiesa alla fine della celebrazione del nostro matrimonio, il 14 Luglio 2006 :


” Carissimi Roberto e Francesca, io vorrei cogliere questa occasione unica per ringraziarvi.
Probabilmente è inevitabile che la memoria di molti di noi torni a quei giorni terribili in cui ci incontravamo al capezzale di Roberto, che combatteva contro le conseguenze del suo terribile incidente.
Credo che nessuno di noi possa aver dimenticato la paura che provavamo: vecchio leone ce la farai o non ce la farai? Nessuno ha dimenticato la costanza, la dedizione, al di là della resistenza umana con cui Francesca assisteva, accudiva, e combatteva vicino al suo amore inconsapevole o forse soltanto ammutolito.
Bene. Io voglio ringraziarvi per averci dato l‘opportunità di essere qui, adesso.
Qui, adesso si celebra la vittoria dell‘ottimismo, della perseveranza, della fede nei propri obiettivi e nei propri ideali.
Penso che fra noi possa esservi qualcuno che crede nel matrimonio e chi invece non vi crede, chi crede nel Dio di Roma, chi in altre religioni, chi in nessuna. Ma credo che nessuno possa sfuggire alla forza positiva, al magnetismo generato dalla volontà di un uomo e una donna che perseguono e raggiungono il loro sogno, contro tutte le avversità.

Roberto, Francesca, grazie per la carica positiva che oggi regalate a tutti noi.”       –Andrea–

    IL SIGNORE MI HA OFFERTO UNA SECONDA POSSIBILITÀ DI VITA COSÌ IO LA VOGLIO OFFRIRE A CHI NE HA BISOGNO E LO DESIDERA....

                                 Le mie foto                                            I miei Racconti e flussi di coscienza

         Duluc 10-03-2001
         Francesca 15-03-2001
         Nascosto dietro la colonna 26-03-2001
         Giacomelli 02-04-2001
         Ci sono uomini ancora che 10-04-2001
         Il Fornaio 24-04-2001
         Il puzzle 02-09-2004
         Posacenere 08-09-2004
         Volare12-09-2004
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         Treni 22-09-2004
         Macchina fotografica 11-10-2004
         I Nonni 04-11-2004
         La Signora delle Camelie 08-05-2005
         Leone 10-07-2005
         BuonGiorno 26-12-2005
         I Fantarcheologi 26-01-2006
         Maldive 28-08-2006
         Pastori 01-01-2010
                                                                                                                                                Ho cercato il Signore e mi ha risposto 11-07-2013